Colorado Kid


STEPHEN KING, “Colorado Kid ”, 2005, Sperling & Kupfer (2014)

Io scrivo per scoprire che cosa penso e quello che ho trovato scrivendo questo libro è che forse, ma proprio forse, è la bellezza del mistero a consentirci di vivere sani di mente mentre pilotiamo il nostro fragile corpo nella gara di demolizione che è il nostro mondo. Non ci passa mai il desiderio di toccare le luci nel cielo e non ci passa mai la voglia di sapere da dove venisse Colorado Kid (il mondo è pieno di Colorado Kid). Volere potrebbe essere meglio che sapere. Non lo dico con alcuna certezza, mi limito a suggerirlo.

È molto facile trovare libri che raccontano una storia. Molto più difficile è al contrario leggere libri che narrano di una non-storia. “Questo è matto”, starete pensando. Tuttavia, pensando ciò non avete considerato il “fattore Stephen King”… L’autore ci fa immergere nel racconto di Vince Teague e Dave Bowie, anziani direttori di un giornale di nicchia su un’isoletta del Maine, riguardo il caso di Colorado Kid. La loro giovane stagista Stephanie McCann ascolta questa storia con grande ammirazione verso i due colleghi più anziani (dipinti quasi come maestri, talvolta), confusa ma allo stesso tempo attratta da questo affascinante caso, risolto ma forse, in realtà, mai risolto. Un libro che non risponde a tutte le domande, un libro che racconta una non-storia, un libro che però delinea perfettamente i caratteri dei suoi personaggi, delicati e talvolta persino divertenti e fanciulleschi, e che analizza ogni particolare, per quanto superfluo alla vera risoluzione del caso “Colorado Kid”.

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