Gennaio 2017 – Un mese di grande Musica


Gennaio 2017 – Un mese di grande Musica

 

Perché il primo mese del 2017 è stato un momento glorioso per la Musica? È presto detto, basterà leggere qui sotto…

 

Grandi anniversari…

4 gennaio 2017: Il primo disco dei Doors compie cinquant’anni
Nel 1967 i Doors, gruppo-miscela di Rock psichedelico, Blues Rock e Rock ‘n’ Roll, pubblicano il loro primo album “The Doors”, forse il loro migliore lavoro nonché pilastro indistruttibile della Storia della Musica. Il complesso statunitense, troppo spesso oscurato dal proprio leader carismatico, Jim Morrison, riesce a dimostrare con questo primo disco tutto il proprio formidabile talento: risuonano feroci gli accordi della chitarra di Robby Krieger in tracce quali “Light My Fire” e “The End”, incedono progressivi i riff di tastiera del virtuoso Ray Manzarek in “Soul Kitchen” e “Take It as It Comes” e, comunque impossibile negarlo, sembrano fuoriuscire da una dimensione parallela le note e le urla della voce di Morrison.
Un album avanti anni luce rispetto al periodo a cui è legato, un album capostipite di un genere, il Rock psichedelico, del quale saranno poi i Pink Floyd i massimi esponenti. Un album che, almeno una volta nella vita, merita d’essere udito, senza distrazioni, tutto d’un fiato.

The Doors


4 gennaio 2017: quarantacinque anni di “Roundabout”
“La tastiera di Rick Wakeman apre la traccia con un suono proveniente dall’aldilà… Ed ecco che le prime note di chitarra vengono pizzicate dalle dita di Steve Howe una prima volta… Poi una seconda volta… Dopodiché nuovamente Wakeman, sempre con quel suono… E ancora Steve Howe a pizzicare le corde… Il suono inizia ad impennarsi e, dal nulla, ecco entrare rumoroso il riff di basso di Chris Squire e la batteria di Bill Bruford… Due giri di riff e… Jon Anderson inizia a cantare: “I’ll be the roundabout… The words will make you out an’ out…”
Ogni volta che la si ascolta, “Roundabout” sembra essere l’inizio di un film, di un’epopea.
E fu proprio il 4 gennaio del 1972 che il singolo degli Yes iniziò a scatenare le folle. Una lunga traccia di circa nove minuti che si inerpica tra la perfezione della chitarra di Howe e il virtuosismo “wakemaniano” delle tastiere, intervallata dal pauroso giro di basso di Squire.
Un capolavoro, a dir poco, del gruppo musicale progressive tecnicamente più maestoso di ogni tempo…

roundabout


23 gennaio 2017: “Animals”, i quarant’anni del capolavoro targato Pink Floyd
Era il 1977, a Londra la nuova musica punk faceva infervorare gli animi, quando i Pink Floyd pubblicavano “Animals”, il loro decimo album.
Appartenente ad una sorta di “virtuale” trilogia, insieme agli antecedenti “The Dark Side of the Moon” (1973) e “Wish You Were Here” (1975), di critica decisa verso la società britannica di quegli anni, “Animals” è stato particolarmente gradito dalla critica, ma distrutto dai movimenti punk del tempo (ricordiamo, fra i molti, che il frontman dei “Sex Pistols”, Johnny Rotten si aggirava con la maglietta arrecante la scritta “Io odio i Pink Floyd”): movimenti talmente intenti a distruggere e dissacrare che presto finirono per distruggere loro stessi…
La critica raffinata dei Pink Floyd invece distrugge velatamente, intellettualmente. Roger Waters, mente geniale del gruppo, inserisce, attraverso pecore, maiali, cani, ritratti di arrampicatori sociali, politici e uomini di affari dell’epoca, veri e propri mali della società londinese.
Icona è anche la copertina stessa del disco: la “Battersea Power Station” di Londra, tra le cui ciminiere si aggira fluttuante un maiale. Simbolo che diverrà ricorrente negli anni Settanta della band.

animals


 

Il primo…

12 gennaio 2017: nel 1969 i Led Zeppelin pubblicano in America il loro primo, e omonimo, album Led_Zeppelin
Led Zeppelin”: questo il nome, omonimo di quello della band, dell’album, il primo, pubblicato nel 1969. Avanguardia dell’hard rock con reminiscenze del Blues Rock, il disco rappresenta una netta cesura con la tradizione del passato. La batteria strabordante di John Bonham, l’angelica e demoniaca voce di Robert Plant, l’asso della chitarra, Jimmy Page: solo alcuni degli ingredienti che i Led Zeppelin mettono in tavola con questo album. Certezze e miti del vecchio Rock che prendono fuoco, come l’Hindenburg della copertina, come l’assolo di “Dazed and Confused”, interamente eseguito con un archetto da violino che fende le corde della chitarra.

I_Can't_Explain

 



15 gennaio 2017: cinquantadue anni fa esce “I Can’t Explain”, primo singolo dei “The Who”
Sono le note della chitarra di Pete Townshend, la compostezza del bassista John Entwistle, la follia batteristica di Keith Moon e le sinuose movenze di Roger Daltrey ad aprire la strada ai gloriosi Who, band formidabile che nel 1965 si presentò al mondo della musica con “I Can’t Explain” semplice singolo dall’orecchiabile ritmo.
Un trampolino di lancio verso “My Generetion”, ben più celebre singolo dell’ottobre del 1965: preludio a quella “nuova generazione” della “Summer of Love” del 1967.

 

 

 


 

Che concerto!

30 gennaio 2017: nel 1969 tutta Londra ha gli occhi rivolti verso l’alto
Sweet Loretta Martin thought she was a woman, but she was another man
Strofa che già di per sé, all’alba degli anni Settanta come oggi, può indubbiamente fare discutere… Ma ora, immaginatela cantata a squarcia gola da un barbuto Paul McCartney sul tetto della “Apple Corps” a Londra… Dissacrazione, stupore e innovazione: elementi che possono essere facilmente riassumibili in un concerto: il “Rooftop Concert” dei Beatles.
Quel giorno il gruppo di Liverpool stupì chiunque stava passeggiando per Londra, rendendolo casuale spettatore di quello che diverrà anche uno dei concerti più memorabili della band. Una scaletta unica, composta al fine di promuovere l’ultimo album dei Beatles, “Let It Be”.
Un concerto memorabile, si è detto, il picco più alto mai raggiunto… Poco prima della catastrofe. Infatti il “Rooftop Concert” fu anche l’ultimo concerto del gruppo, prima del suo scioglimento ufficiale.

rc


Phil Collins

Happy Birthday!

30 gennaio 2017: tanti Auguri a Phil Collins, “Not Dead Yet”
Giusto per ricordarlo… No, Phil Collins non è ancora morto… Anzi, il poliedrico musicista, immenso batterista PROG dei Genesis nonché forse loro più grande voce e frontman e prolifico solista, compie il 30 gennaio la bellezza di sessantasei anni. Perché prediligere la figura di Collins rispetto ai molti altri musicisti che compiono gli anni a gennaio? Semplice… Phil Collins non solo è stato un grande musicista, ma un originale e spesso geniale personaggio pubblico, compositore di alcune delle canzoni più toccanti e profonde dello scorso secolo (nonché di motivetti orecchiabili). Fertile scrittore di testi, Phil Collins, come personaggio della Musica (quella con la “M” maiuscola, si intende sottolinearlo), potrebbe essere considerato il fautore di un nuovo fenomeno di “mania” non dissimile a quello causato dai Beatles: fenomeno leggibile sia in accezione positiva, poiché amato da molti, che negativa, poiché altrettanto spesso denigrato.
Insomma per molti un vate della Musica, per altri un distruttore dei Genesis, in ogni caso Phil Collins non è ancora morto, come lui stesso ci ricorda nella sua intima e fedele autobiografia, e non sembrerebbe intenzionato a lasciarci senza aver prima compiuto qualche Tour in giro per il Mondo…


john-Wetton

 

 

 

Un addio particolare…

31 gennaio 2017: goodbye John Wetton
Recente e terribile notizia, con la quale si fatica a concludere questa breve analisi di ciò che ci ha offerto questo primo mese del nuovo anno, è la perdita di John Wetton (1949-2017), bassista e voce di alcuni grandi gruppi Rock quali: King Crimson (1973-5), Uriah Heep (1975-6), Asia (1982-2014).

Fate looks certain but there’s nothing guaranteed